Gentilissimo Ministro On.Beatrice Lorenzin
Pc al Presidente della Regione Lazio
Presidente della Regione Campania
Presidente della Regione Puglia
Presidente della Regione Calabria

Vorrà scusarmi, innanzitutto, se sottopongo alla Sua attenzione una grave questione che sta affliggendo ingiustamente le coppie laziali campane calabresi e pugliesi con problemi di infertilità.
Ho ricevuto, al riguardo, una serie di email e messaggi da coppie angosciate ed amareggiate, pronte a sottoporsi a tecniche di fecondazioni assistite ma nei fatti impedite in quanto si vedono opposto il rifiuto delle autorizzazioni alla presentazione delle impegnative.
Preciso che tali coppie, considerate l’impossibilità e/o le lunghe liste d’attesa per accedere in convenzione presso i pochi centri pubblici delle Regioni di appartenenza, si sono rivolte a centri pubblici o privati-convenzionati della Toscana.
Il fattore tempo ,oltre ad essere fondamentale per l’esito positivo delle tecniche, è determinante anche del rispetto delle norme che regolano il modo in cui le prestazioni sanitarie debbano essere obbligatoriamente erogate.
La Toscana dal canto suo nel mese di Ottobre ha richiesto a tali centri di farsi autorizzare le impegnative dalle singole asl di provenienza dei pazienti (allegato 1).
Tale richiesta nasce dal timore del rifiuto del pagamento in sede di compensazione tra le regioni, sebbene tutte si siano impegnate, con intesa del 25 settembre 2014 in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ad eccezione della Lombardia, al principio di considerare la PMA (sia l'omologa che l'eterologa) un LEA.
Quindi, dalle Regioni che non hanno ancora iscritto nei Lea le prestazioni di procreazione assistita la Regione Toscana pretende appunto le autorizzazioni dell’impegnativa.
Taluni distretti delle singole Asl si sono rifiutati di dare tali autorizzazioni , in quanto spesso destinatari di una missiva da parte della Regione
Tale missiva pur ribadendo quanto detto in relazione agli obblighi assunti nella citata Conferenza Stato – Regioni del 25/09/2014, oppone il rifiuto all’autorizzazione in quanto la Regione è sottoposta a piano di rientro e non può provvedere alcun Lea aggiuntivo regionale.
Orbene nel richiederle un Suo urgente intervento teso alla soluzione dei problemi che affliggono tali coppie, mi preme sottoporLe talune considerazioni a sostegno delle motivazioni circa la validità dell’intervento richiesto.
Gli articoli 2-3-29-31 e 32 della Costituzione Italiana tutelano i diritti delle coppie a formare una famiglia includendo la scelta di avere un figlio come un diritto fondamentale e, impongono alla Repubblica e quindi allo Stato Regioni ed Enti, l’obbligo ad agevolare tale diritto anche con l’impiego di misure economiche agevolate. Altresì, l’Art. 3 e 32 impongono la tutela dell’integrità fisica e psichica della coppia in cui uno dei due componenti non è in grado di procreare. In Italia, è previsto il diritto alla libera scelta del cittadino a farsi curare sull’intero territorio nazionale.
L’esito della prestazione di PMA è condizionato dall’età della donna e quindi influenzato in maniera negativa ed irreversibile dal prolungamento dei tempi di attesa tra richiesta di prestazione e fornitura della stessa. Attualmente, nelle Regioni le liste di attesa per tali prestazioni sono lunghe e manca come da decreto legislativo 124/1998 art. 3 comma 10 la disciplina e la pubblicazione della tempistica massima tra richiesta ed erogazione della prestazione sanitaria
La mobilità sanitaria interregionale per prestazione di PMA non può essere bloccata con provvedimenti di razionalizzazione della spesa in virtù di piani regionali di rientro economico o evocando necessità di impedire dissesti economici.anche perché nella totalità dei casi il costo delle prestazioni in tali Regioni che bloccano la mobilità e' notevolmente superiore ed è pertanto motivo di un ulteriore impoverimento delle casse regionali
Il ritardo delle Regioni a realizzare, quanto concordato nella Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 25 settembre 2014 nella quale si impegnava ad introdurre nei LEA le procedure sanitarie di PMA, non può essere fonte di danno per il cittadino.

La violazione della libertà di scelta dei pazienti è palese.
Infine ,la stessa finanziaria obbliga le Regioni ad aggiornare immediatamente i Lea per poter accedere ai fondi stanziati.
Le chiedo, pertanto , di prestare la Sua cortese attenzione alla questione affinché tutta questa problematica possa essere immediatamente risolta, o invitando le Regioni ad inviare una nuova missiva alle singole ASL indicando di rilasciare l’autorizzazione ai pazienti o ancora più facilmente mediante una lettera alla Regione Toscana in risposta alla loro preoccupazione specificando che nulla è cambiato rispetto agli impegni assunti in sede di Conferenza, oltretutto indicando che il rispetto di impegni è assicurato dagli obblighi previsti nella finanziaria
Certo di un Suo interessamento e di un rapido riscontro finalizzato a favorire le coppie che devono ricorrere alla PMA per poter raggiungere il sogno di diventare genitori le porgo distinti saluti.

Roma 23 gennaio 2016

Dr.Alfonso Maria Irollo
presidente PAMEGEISS
Direttore Clinico Chianciano Salute

 


Allegato elenco firmatari sostenitori missiva

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